Il vero segreto del successo? Avere finalmente una definizione alternativa di successo

Ovunque mi volti, leggo contenuti tipo “Le 7, 10, 20, 100 regole del successo”, oppure “come inseguire il successo in 3 semplici mosse”. Capita anche a te? Personalmente, sono sfinita da questi messaggi. Che, oltre a essere semplicistici, sono profondamente scorretti! E basta, su!

Se proprio la vogliamo dire tutta, la regola per il successo, in realtà, è una: mettersi in testa una cosa e andare avanti con determinazione, finché non la si raggiunge. Stop. Lo so, ti ho rivelato proprio un grande segreto…Il segreto di Pulcinella!

A questo punto, però, prendiamo questa intossicazione di contenuti per farci una domanda.

Una sola: cosa è per te, davvero, il successo?

Ricordi chi sei e cosa vuoi?

La questione, infatti, non è come raggiungere il successo. Una volta chiaro l’obiettivo, in qualche modo ci arrivi.

La domanda reale, profonda, concreta, è cosa sia mai per te, questo successo?

E poi, subito dopo: la tua idea di successo è rimasta la stessa, o con l’arrivo della pandemia è cambiata?

Sì, perché la pandemia ha sconvolto la vita di tutti noi, ovunque nel mondo, in un modo o nell’altro.

E’ successo infatti che durante i lunghi lockdown, migliaia di persone costrette a casa, chiuse nei propri pensieri, ad un certo punto hanno capito che forse volevano fare un altro lavoro, o magari cantare, suonare, leggere, dipingere, scrivere, meditare, godere della solitudine…o semplicemente scegliere.

Scegliere quale vita vivere.

Uno tsunami potentissimo. E che ha cambiato per sempre il modo di interpretare la vita. Come quando, nel privato,

a volte se ci vuole una malattia per rendersi conto di cosa sia davvero importante.

Di cosa voglia dire ‘successo’ nella vita.

Tu hai scelto il tuo successo?

Ti sei fatto anche tu queste domande, in questo lungo periodo? Ma soprattutto, ti sei risposto? Hai capito cosa significhi per te avere successo?

Se ci stai ancora pensando, ti aiuto con un paio di riflessioni e qualche dato.

Busy or Non Busy, questo è il problema!

Secondo uno studio condotto da Silvia Bellezza, prof di psicologia del marketing alla Columbia Business School, è così: se sei sempre impegnato nel lavoro che hai scelto e, certo, non sei costretto per necessità, allora il tuo status sociale è alto. Tutti ti stimano e ti guardano con rispetto se sei sempre al lavoro e hai poco tempo libero.

Forse essere “busy”, impegnato, oggi fa “figo”? Perché se non sei impegnato non sei nessuno? Se hai tempo sei un fallito?

Che grande ossimoro!

Non voglio sconvolgere le tue certezze, voglio solo invitarti a riflettere un attimo. Forse lo hai già fatto da solo/a, nella tua stanza, davanti al PC. E, sempre forse, quello che è emerso è “strano” da accettare, incompatibile con la versione di te che hai vissuto fino ad ora.

Se così è, voglio rassicurarti. I grandi nomi del business (Da Mc Kinsey in giù) stanno già studiando questo fenomeno. Anzi, questi fenomeni; si parte dallo “YOLO” (il movimento di chi sceglie di seguire il proprio sogno, perché si vive una volta sola) fino ad arrivare al movimento di “the great resignation”, il fenomeno di dimissioni di massa che sta investendo gli Stati Uniti e comincia ad arrivare anche nel nostro continente e…in Italia.

La buona notizia, quindi, è che su cosa sia il successo ci stiamo interrogando in tanti, in tutto il mondo. Possiamo andare avanti!

E se il successo fosse avere tempo?

Qualcosa ti avrà insegnato questa pandemia!

Per esempio, e qui ti voglio, ti avrà insegnato che le scelte diverse sono frutto del tempo?!

Proprio quel tempo che ti manca sempre, che insegui, come insegui il successo, quel tempo maledetto che non basta mai, che si dovrebbe moltiplicare e che ti fa stare sempre in ansia.

Magari hai corso per tutta una vita e le giornate le hai trascorse così.

Per anni e anni.

In questi ultimi periodi trascorsi con così tante difficoltà, invece, scommetto che, ad un certo punto, ti sei trovato ad avere proprio lui, quel fuggitivo cronico: il tempo! E magari, dopo un momento di smarrimento, di accumulazione seriale di attività, ti è persino piaciuto poterne godere. E ora non vuoi più darlo indietro.

Allora ecco perché mi chiedo e ti chiedo:

dobbiamo arrivare necessariamente ad una pandemia o ad una malattia per renderci conto che il tempo è la nostra chiave; che avere tempo può essere una definizione di successo, più di tutte le regole dei guru del marketing da cui siamo invasi? Dobbiamo sul serio arrivare a tanto?

Pare proprio di si.

E’ proprio qui il cambiamento profondo. Il tempo a disposizione. E’ la risposta delle decine di persone, clienti, colleghi, amici con cui ho parlato. Capito? Il tempo!

Tempo per pensare, per riflettere; per riscoprire se stessi, dimenticati e sepolti da continui impegni, attività, riunioni, incontri e…scuse per non fare i conti con la realtà.

Con la propria realtà.

Che non è quella di qualcun altro.

Tutti corrono, e corri anche tu. Ma dove vai se correndo in questo modo non ricordi più nemmeno come ti chiami? Figuriamoci chi sei!

Impegnati prima con te

Allora, e qui perdonami ma sarò molto franca, ho solo un grande consiglio di successo, in barba ai creator: manda a quel paese ciò che non ti fa scegliere il tuo tempo e la tua definizione di successo.

Qualunque cosa significhi.

Fallo ORA.

Non aspettare un’altra pandemia!

Non aspettare una malattia!

Non fare in modo che sia il tempo ad avere te.

Perché puoi scegliere sin da ora di avere il tempo che, al contrario, serve a te.

E puoi scegliere di usarlo per essere la persona e il professionista che desideri essere. Hai, abbiamo avuto tutti un’occasione. Siamo ancora qui, scegliamo di vivere per noi e non per le regole che ci impone una società che si ostina a non aprire gli occhi. Apriamoli prima noi.