Re skilling Up skilling

Re Skilling e Up Skilling:
Quello che serve, da questo momento in poi

EUREKA! I GOT IT!

Ho una bella notizia: siamo umani! Perché è una bella notizia? Perché vuol dire che abbiamo un cervello programmato per apprendere.

Non mi importa da chi ma soltanto perché. Che in questo caso è semplice: per sopravvivere, per evolvere.

‘Ap-prendere’ è diverso dal ‘com-prendere’, perché vuol dire acquisire nuove competenze (re-skilling), nuove conoscenze o nuovi schemi che ci permettono di cambiare comportamento. Ed è una capacità talmente profonda e radicata in noi che tutti possono farlo, anche in condizioni di deficit.

Una persona affetta da Alzheimer può apprendere, anche con la poca memoria residua.

Una persona che abbia avuto un incidente al cervello sinistro può continuare ad apprendere col destro.

Non ci credete? Vi consiglio allora un meraviglioso libro autobiografico della scienziata J.B. Taylor dal titolo “Alla scoperta del giardino della mente”, che parla proprio di come una donna di scienza, in seguito ad un ictus occorso al cervello sinistro, abbia dovuto ri-apprendere a utilizzare il cervello destro…per fare scienza.

Serve ricordarlo perché l’ictus, in questo caso, ce lo ha avuto il mondo intero.

Povera ‘resilienza’, termine di cui si fa un uso davvero smodato !

È una parola che va di moda. Ma la resilienza non basta. L’ho già scritto in un altro mio articolo. Perché? Perché immaginare di tornare identici a prima dopo una crisi mondiale che ha travolto tutti gli aspetti delle nostre vite non solo non è utile ma addirittura  dannoso.

Allora prendiamo il coraggio a quattro mani e imbarchiamoci in questa nuova avventura facendo quello che sappiamo fare da sempre e che ci è molto utile soprattutto in questo periodo storico: apprendere, appunto! Cosa della quale la nostra mente non solo non sarà mai stanca, ma ne proverà anche piacere.

LET’S START

Iniziamo e lo facciamo dall’area personale. Iniziamo da noi.

Perché questo è il primo di una serie di articoli che voglio dedicare proprio all’acquisizione di nuove competenze e quindi alla necessità di re-skilling ma, vista la vastità di elementi e aspetti da affrontare, mi voglio concentro adesso “solo” su cosa ci è utile apprendere da questo momento in poi…per noi stessi. Come vedremo, infatti, è da qui che dobbiamo sempre partire. Da noi e dalla nostra persona: la più importante della nostra vita.

 

Ok, apprendere. Ma cosa?

Apprendere nuove competenze, poiché la richiesta incalzante dell’ambiente che ci circonda ci porta necessariamente a nuove riflessioni e comportamenti. E non è più sufficiente che soltanto le scuole o le aziende se ne occupino. Serve un aggiornamento costante da fare anche singolarmente. Aggiungo responsabilmente, perché è una responsabilità precisa verso noi stessi.

Ma ho un’altra buona notizia:  gran parte di questi apprendimenti non solo si trova, ma è a misura di tutti, in termini di costi e orari. L’abbiamo sperimentato e lo sperimentiamo oggi, soprattutto durante il lockdown. Faccio un esempio: se una persona desiderasse imparare o migliorare il suo livello di inglese non avrebbe che l’imbarazzo della scelta tra app gratuite e corsi online. Esistono portali referenziatissimi dove poter fare conversazione in inglese con madrelingua one-to-one al costo di €5 l’ora. Meno di un pacchetto di sigarette e sicuramente non fa male.

Iniziamo dal mindset: la prima “competenza”.  

Spoiler: non parlo di pensiero positivo. Un altro grande ritornello di moda.

Non ne parlo perché non è utile, e perché, personalmente, non ci credo.

Parlo di approcci e di trappole. Queste ultime, tra l’altro , ce le costruiamo spesso da soli.

Già 30 anni fa la psicologa e scienziata Carol Dweck parlava di:

– ‘fixed mindset’ e- ‘grouwth mindset’.

 Mi spiego meglio:

  • FIXED MINDSET

La mia ultra stimata collega @francescaerbi chiama il fixed mindest la “tirannia dell’adesso”.

Esempio:

Non sono capace, non sono pronto, QUINDI non mi impegno, non mi interesso”. Questo perché lo sforzo è visto come inutile e l’errore come fallimento da evitare.

  • GROWTH MINDSET

Nel growth mindest è concentrata, invece, la “possibilità del non ancora”.

Esempio:

 “Oggi non sono ancora capace ma se mi impegno, sbaglio e studio, lo sarò”.

Non è un pensiero positivo. È una strategia di azione. La ‘conditio sine qua non’ di tutto il resto.

Grouwth mindset vuol dire apprendimento costante per cui:

  • Posso sbagliare;
  • Posso innovare;
  • Posso cambiare idea.

Tutto qui? Non darei per scontato questo passaggio, diversamente non saremmo a questo punto.

Ne parlerò approfonditamente in altri articoli, intanto iniziamo da qui, dal “non ancora”.

ATTENZIONE PER SE STESSI

C’è voluta una pandemia globale per scoprire il cibo e il tempo libero, per capire che siamo dannatamente adattabili. Certo non è stato e non è gratis, in termini di fatica. Ma sappiamo che siamo capaci di farlo.

E nell’attenzione a noi stessi rientrano anche le relazioni sociali, che ci mancano come l’aria.

Ora prendere un caffè con un’amica ci sembra quasi un miracolo, siamo terrorizzati dal non poterlo fare se cambia il colore della nostra regione.

Quindi è importante. E prima? Era importante anche prima, solo che quasi automaticamente scattava un “non ho tempo” o un “scusami tanto, il capo mi ha messo la riunione alle 18:00”…

Ho preso parte a vari webinar e mi è sembrato così normale avere confidenza con persone che non ho mai visto dal vivo!  Poi un giorno Andrea Solimene mi invita nella sua azienda e “ma quanto sei alto!!”

Andrea era improvvisamente tridimensionale. Una persona in carne ossa, non più solo virtuale. E anche io.

Siamo umani, come sottolineavo all’inizio, ma a volte, tra un webinar e l’altro, ce lo dimentichiamo.

E poi…e poi abbiamo scoperto che possiamo morire. Lo sapevamo anche prima, solo che ora abbiamo le prove.

E allora? E allora siamo preziosi, preziosissimi. Per questo dobbiamo imparare a prenderci cura di noi.

Cosa c’ entra con le competenze? Provate a studiare con il mal di denti.

CINQUE COSE IMPORTANTI

Attenzione per se stessi significa tener conto di almeno 5 cose, tutte importanti, che andiamo ad analizzare un po’ più attentamente qui di seguito:

ALIMENTAZIONE

Aspetto fondamentale e finalmente un po’ più riconosciuto come tale, vista la crescente consapevolezza dei cibi da assumere e quelli da non assumere. L’attenzione e la cura per se stessi passano innanzitutto dal nostro palato.  “Siamo quello che mangiamo” è una frase incompleta, bisogna aggiungere che l’apparato digerente è il nostro secondo cervello. Lascio agli scienziati parlare di microbiota, qui ci basta sapere che quest’ultimo ci protegge da malattie e ha a che fare col nostro umore.

In questa pandemia abbiamo imparato a fare quanto meno le torte, la pasta e il pane. Chi l’aveva fatto mai!

E abbiamo anche scoperto che fatti in casa, questi cibi, vincono ogni paragone. Vuoi mettere il profumo del pane appena sfornato…dal tuo forno!? La farina al supermercato va ancora a ruba perché forse abbiamo capito che anche impastare, cucinare ciò che fa bene e ci piace, può farci anche stare meglio e può significare avere cura di noi stessi.

L’‘Alimentazione consapevole è ciò che serve. Il che vuol dire scegliere, cucinare e ingerire assaporando ciò che fa bene al corpo e all’umore.

Ritroviamo l’alimentazione anche tra le 5 azioni che la Dott.ssa Gloria Pinzunti, naturopata, consiglia di fare o di imparare a fare per non perdere di vista se stessi e mantenere il proprio lavoro davvero ‘smart’. Approfondiremo tra poco queste 5 azioni utili a mantenere il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata ma, visto che anche per lei in testa c’è l’importanza dell’alimentazione, ecco le sue preziose considerazioni al riguardo:

La salute passa attraverso una sana alimentazione. Il lockdown ci ha insegnato e ci insegna ancora quanto mangiar bene sia necessario per star meglio ma anche per condividere momenti speciali e piacevoli con la nostra famiglia.

Alimentarsi è necessario per la sopravvivenza e per anni siamo stati convinti che andasse bene mangiare qualunque cosa, purché contenesse una certa quantità di calorie.

QUALITA’ O QUANTITA’

Da poco invece è nata la consapevolezza che la qualità del cibo è più importante della quantità. Per prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione è necessario allora scegliere ingredienti possibilmente biologici, a chilometro zero, la cui produzione sia a basso impatto ambientale.

Scegliere alimenti di questo tipo porta con sé un investimento di tempo sicuramente molto diverso da quello che si fa andando nel primo supermercato che si incontra o mangiando nel fast food più vicino.

Ma quanto è importante tutto questo? Fa effettivamente la differenza scegliere un’alimentazione naturale?

Sì. La fa eccome!

In effetti, quando si parla di alimentazione naturale non si parla esclusivamente della produzione “secondo natura” degli ingredienti o della cucina che evita determinati condimenti, ma in questo termine vengono comprese anche tutte quelle attenzioni che rendono il pasto un momento di “coccola” per se stessi.

Adesso vorrei che riflettessimo su una cosa. Quando arriva a casa nostra un ospite di riguardo gli facciamo trovare il servizio di piatti migliore e magari un bel centrotavola. Di certo non lasciamo la televisione accesa, né leggiamo il nostro libro mentre mangia.

E allora perché, quando siamo soli o in famiglia, tutte queste attenzioni vengono meno?

Di fatto noi siamo la persona più importante del mondo per noi. E allora, anche prima di tutti gli altri, dovremmo beneficiare di queste attenzioni.

Partendo da 3 cose, le più semplici:

SCEGLIAMO di trovare il tempo per comprare alimenti di prima qualità e per cucinarli. Sì, per fare le “cose buone” bisogna organizzare bene il tempo che si ha a disposizione.

SCEGLIAMO di apparecchiare la tavola con i nostri piatti e bicchieri preferiti.

CONCEDIAMOCI del tempo per MASTICARE.

Se non sapete se masticate o meno, vuol dire che non lo state facendo a sufficienza. E questo non solo vi porta necessariamente a una digestione più lenta e difficoltosa, ma soprattutto non vi permette di “godere”: godere del gusto del piatto, del momento da soli o in compagnia. Non vi permette di assaporare il momento presente e questo sì, implica che non vi state prendendo cura di voi.

Questione di tempo? No, di organizzazione!

Perché in questo anno di pandemia e smart working, il mondo è cambiato totalmente.

Per mantenere il nostro benessere in un mondo costantemente in trasformazione, come quello in cui viviamo, è necessario “seguire” il flusso e cambiare con il mondo che ci circonda.

Ma una cosa pare non essere cambiata: non c’è mai tempo per se stessi!

Eppure è sempre più fondamentale per i lavoratori il concetto di “prendersi cura di sé”.

Solo due anni fa tutto questo era più semplice: si stava in ufficio, il resto del tempo ci si alternava tra palestra, famiglia, amici, relax…

Ora invece il tempo e lo spazio per la propria vita personale e per quella professionale si sono condensati.

Se da una parte questo rende la gestione pratica degli impegni più semplice (riusciamo, per esempio, a passare da un meeting all’altro in 30 secondi, evitando il traffico che prima dovevamo affrontare per cambiare ufficio e impiegando quel tempo per una lavatrice o magari per mettere a posto i panni o lavare i piatti), dall’altra ci pone nella condizione di essere totalmente responsabili della gestione del nostro tempo personale.

Se un anno fa ognuno di noi faceva difficoltà a trovarne un po’ per se stesso al di fuori del lavoro, oggi è ancora più difficile perché oggi il nostro ufficio è la nostra casa… per cui, quando finisce il lavoro?

E se la nostra casa è il nostro ufficio… qual è il nostro spazio di relax? Non può certo coincidere con lo spazio di lavoro!

Se prima era difficile cucinare per se stessi e la propria famiglia perché si stava lontani da casa molte ore, oggi lo è lo stesso perché non si ha tempo.

Questa sintesi della situazione rende facilmente intuibile che in realtà entrambe le scuse non reggono. Sono d’accordo che non è semplice gestire anche la propria alimentazione se si lavora, ma non è neanche impossibile. Come per la maggior parte degli obiettivi, serve organizzazione.

Per avere tempo per noi, in questo momento storico, dobbiamo pianificarlo e metterlo in agenda per non rischiare che venga “risucchiato” dal lavoro.

Già questo è molto impegnativo.

Dobbiamo però entrare nell’ottica che anche durante “il tempo di lavoro” è necessario trovare la modalità per “non dimenticarci di noi”.

Nella filosofia naturopatica, il disturbo fisico si manifesta nel momento in cui il nostro corpo ha la necessità di ricordarci che esistiamo, perché forse ce lo siamo dimenticato. Quando al centro della nostra vita non ci siamo più noi, il nostro organismo fa in modo tale da spostare la nostra attenzione sull’essenziale per la sopravvivenza, cioè su di noi.

Quindi: se riuscissimo a “non dimenticarci di noi” neanche mentre lavoriamo, il nostro corpo non avrebbe la necessità di mandarci dei segnali fastidiosi e ne gioverebbe anche la nostra psiche.

In primis, restando in particolare sul tema dell’alimentazione, usciamo dall’ottica che per mangiar bene bisogna impiegare tanto tempo nella cucina. Una delle cose che consiglio maggiormente ai miei clienti per sostenerli nel cambio di stile di vita è proprio quella di investire 2 ore a settimana nella cucina di diverse verdure, che poi saranno porzionate e congelate per poter essere scongelate all’occorrenza. Nel mentre della cottura si può anche fare altro (mettere in ordine? Leggere? Altro tempo per voi!).

Le verdure saranno poi accompagnate alternativamente da pesce, carne, uova (veloci e pratici da cucinare) o legumi e cereali (che richiedono un maggior tempo di preparazione ma una minore attenzione e si possono mettere a cuocere anche mentre si sta finendo di lavorare prima di pranzo o cena).

Magari è più semplice ordinare al take-away e saltuariamente si può anche fare, purché non diventi un’abitudine che ci allontana dalla nostra alimentazione tipica, invidiata e imitata in tutto il mondo: quella mediterranea.

Chiaramente anche la qualità degli alimenti scelti ha la sua importanza: privilegiamo gli ingredienti bio e a chilometro zero, che non solo sono meno tossici ma sono anche più sostenibili”.

ATTIVITA’ FISICA

Il secondo aspetto importante da tenere in considerazione per nutrire le giuste attenzioni per se stessi è sicuramente l’attività fisica.

È vero, è sempre più difficile da praticare, soprattutto se in squadra e, da ormai un anno a questa parte, davvero difficile da fare in compagnia e fuori casa.

Tra un’APP, un video YouTube e un istruttore virtuale, si riesce a fare. Ma molti, da quando è iniziata la pandemia, hanno proprio rinunciato al benessere, interrompendo del tutto l’attività fisica.

Letto, tavola, divano, scrivania. Scrivania, divano, tavola, letto.

Il massimo esercizio consiste in quel paio di passi che facciamo tra una stanza e l’altra.

Non possiamo scordarci di noi stessi! Non possiamo mettere da parte il nostro corpo che richiede esercizio, così come lo richiede la nostra mente, per vivere, apprendere, ricordare e sopravvivere.

Riservare le dovute attenzioni a noi stessi vuol dire anche fare jogging, addominali, flessioni e quanto altro ci serve per star bene e ci fa sentire vivi e parte integrante di questo universo. È la nostra persona tutta, non solo il nostro corpo, a richiederlo. Non possiamo abbandonarlo né dobbiamo ignorare le sue richieste e i suoi bisogni, che poi sono anche i nostri. Noi siamo anche il nostro corpo.

Dobbiamo scegliere il movimento, per quanto possibile, come via per la salute e per il benessere.

Anche l’attività fisica, dopo l’alimentazione, rientra tra le sue 5 azioni che la Dott.ssa Pinzunti suggerisce per non perdere di vista se stessi e lavorare in modo davvero ‘smart’.

“Anche qui ci si trova spesso di fronte alla scusa del tempo.

Se vi dicessi che l’attività fisica, come l’alimentazione, non è un “vezzo” ma qualcosa di essenziale per stare bene? Muoversi è necessario come mangiare ed è quindi importantissimo trovare uno spazio per poterlo fare.

Stando a casa, ci si può organizzare facilmente con esercizi a corpo libero o con attrezzi se si ha la possibilità, in totale sicurezza e risparmiando notevolmente tempo.

Scegliete quello che volete: aerobica, yoga, pilates. Sbizzarritevi. L’importante è tenere a mente che l’attività fisica è un bisogno e pertanto è giusto, sano e dignitoso dedicarcisi, anche a scapito di un’ora di lavoro. Mantiene non solo il corpo sano, ma anche e soprattutto la mente”

SPIRITUALITA’

Siamo e dobbiamo essere cari a noi stessi. Dovremmo amarci e accettarci ogni giorno perché siamo importanti.

Ma lo siamo abbastanza? Ci prendiamo cura di noi, nel profondo? Quanto bene ci vogliamo? Quanta attenzione prestiamo a ciò che ci portiamo dentro?

Ecco, oltre all’alimentazione e all’attività fisica, un altro passo importante da fare è dedicare del tempo agli aspetti non materiali della nostra vita. Non mi riferisco alla religione ma a quanto di più assoluto abbiamo dentro. La spiritualità è da ricercare dentro di noi e non fuori da noi. Perché è una ricerca continua!

Non penserete mica che con una meditazione guidata di 10 minuti abbiate arricchito la vostra spiritualità?! Tutto ciò che non è materiale è e deve essere importante per noi.

Quello che non si vede, non vuol dire che non esiste. Mi spiego meglio, pensate di ricevere dalla persona che amate, chiunque sia, un “non ti amo più”.  Fa male, vero? Eppure non ci ha dato un pugno.

Aggiungo che siamo tutti diversi! Ciò che è più importante per te magari non lo è per me e viceversa. Ognuno ha un mondo dentro ed è quello che deve cercare e conoscere. Spesso è un percorso lungo quello da percorrere ma ci porta ad una maggiore consapevolezza e ci aiuta nelle scelte di tutti i giorni.

Non vi capita di godere del silenzio? Di una respirazione calma e profonda? Non vi capita di trovare molte risposte dopo aver chiuso gli occhi e aver guardato semplicemente dentro di voi?

Tutte le risposte, in realtà, si trovano proprio lì, in fondo, dentro di noi. Se fino ad oggi non vi siete mai ancora fermati a guardarvi dentro, è arrivato il momento di farlo!

Non è mai troppo tardi per cominciare a guardare alla spiritualità come amica del nostro benessere.

Diversamente, ve ne chiederà conto, alla stregua di una cattiva alimentazione o della mancanza di attività fisica

S0CIALITA’

Attenzione per se stessi vuol dire anche socialità, convivenza sociale. Anche oggi che, in pieno lockdown ed emergenza sanitaria, si ha paura di mettere il naso fuori casa e di sociale ci è rimasto forse il social network, la chat di WhatsApp o la Zoom.

Per me, poi, che sono una viaggiatrice nel profondo della mia anima e sono cresciuta dentro viaggiando, la condivisione e l’apprendimento tramite l’incontro con gli altri è fondamentale.

Anche per il lavoro che faccio, la socialità è una parte importante per quell’attenzione per se stessi di cui stiamo parlando.

Ma ho capito che la condivisione deve avvenire esattamente come può avvenire in questo momento storico: nei limiti del possibile e anche tramite i social.

Ho condiviso proprio sui miei profili social i viaggi che ho scelto di fare eccezionalmente e piacevolmente in Italia l’estate scorsa. Ne ho scritto anche due articoli che vi invito a leggere, se vi va. Invece dei miei soliti viaggi internazionali, ho scelto, anche per senso di responsabilità, di rimanere in Italia. È stato davvero bello crescere e apprendere così, senza nemmeno andare troppo lontano, ma restando qui, praticamente a casa nostra, nel nostro bellissimo paese.

Una socialità reale unita a una virtuale: #alessandrainviaggio è stata davvero una bella esperienza. 

I rapporti interpersonali oggi sono davvero difficili da gestire ma l’importante è riuscire ad adattarsi e godere di ciò di cui si può godere. Perché c’è sempre qualcosa di buono e bello da fare e condividere.

Mantenere i rapporti umani che ci fanno stare bene deve essere un obbligo per noi. Che siano rapporti via chat, via social, via videoconferenza o di presenza.

Ci sono relazioni che… vanno interrotte. Ci siamo accorti anche di questo.

SESSUALITA’

L’ultimo aspetto che voglio teniate ben presente e che ritengo molto importante per una giusta attenzione a se stessi è la sessualità.

Cos’è la sessualità, se non vita? Siamo vivi e ci sentiamo ancor più vivi se viviamo bene la nostra sessualità. Siamo fatti anche di questo e non possiamo trascurarlo.

In quanti dicono di sentirsi sempre insoddisfatti, nonostante un buon lavoro, la salute, una bella macchina e magari tanti soldi?!

Forse stiamo un attimo trascurando il fatto che se non prestiamo attenzione alla nostra intimità e ai rapporti che abbiamo con il nostro mondo intimo e sessuale, niente mai sarà davvero soddisfacente per noi.

Non ci si può dedicare, per esempio, solo e sempre al lavoro.

La nostra intimità necessita di uno spazio tutto suo.

Cerchiamo di arrivare a casa la sera riservando tutte le energie che necessita anche quella parte della nostra vita.

Sì, anche il sesso è attenzione per se stessi.

“No, amore, stasera sono stanca/o” può capitare ma non può accadere ogni sera. L’attenzione che dedichiamo a chi amiamo, anche da questo punto di vista, è tutta attenzione che ci torna indietro con gli interessi. Ed è pura energia che, come dicevo, ci fa sentire vivi e soddisfatti anche fuori dalle lenzuola.

Spazziamo via quella famosa apatia tipica da insoddisfazione sessuale. E basta con il sottovalutare questo aspetto! Perché invece vale tanto quanto l’alimentazione, l’attività fisica, la spiritualità e la socialit

E NON È TUTTO…

Abbiamo già parlato di Mindset e i cinque punti fondamentali che io ho indicato come primi elementi da tenere a mente per la cura e l’attenzione per se stessi. Molti medici hanno fatto lo stesso, dando rilevanza a questi aspetti. Io ne ho, tra l’altro, scritto con il Dottor Stefano Magno, Direttore del ‘Centro di Terapie Integrate in Senologia’ del ‘Policlinico Gemelli’ di Roma.

Voglio sottolineare che io non parlo di ‘work life balance’ perché non mi piace che la parola work venga prima di life, a maggior ragione ora che i confini non sono più netti. E poi… io sono e resto sempre viva, anche quando lavoro!

Anche l’amica naturopata Pinzunti ha messo ugualmente ai primi posti della sua classifica gli stessi elementi.

Per questo, proprio a lei voglio passare ancora la parola perché approfondisca gli altri tre punti essenziali per trovare il giusto equilibrio in tutti gli aspetti della nostra vita.

TIME MANAGEMENT

Se ciò che è stato detto finora vi mette in crisi e non sapete come organizzare tutto, avete sicuramente bisogno di qualche consiglio su come organizzare il vostro tempo.

Innanzitutto potrebbe essere interessante, prima di trasformare le vostre giornate, prendere pienamente coscienza di ciò che fate. Questo potete farlo scrivendo gli impegni della vostra settimana (magari di quella passata), scandendo bene tutti gli orari per vedere se avete momenti mal sfruttati che potete utilizzare per altro o se concedete troppo tempo ad un impegno a discapito di un altro magari più importante per voi.

Una volta fatto questo, partite con il riorganizzare la vostra agenda inserendo dapprima gli impegni di lavoro imprescindibili; poi gli impegni che vi permettono di raggiungere un obiettivo importante per voi (ad esempio la palestra se dimagrire è la vostra priorità), poi gli impegni di routine indispensabili (fare la spesa, cucinare per la settimana le verdure ecc.) e poi il tempo libero. E impiegate il tempo libero per qualcosa che vi gratifichi e vi entusiasmi, non per qualcosa di casuale che vi faccia solamente “staccare la spina” senza aggiungere valore alla vostra giornata.

IINTERNET DETOX SERALE

Banale a dirsi ma non a farsi: stabilite un’ora ben precisa entro la quale spegnere gli apparecchi connessi a Internet (cellulare, pc…) tramite i quali possono contattarvi. Utilizzate questo tempo per riprendere voi contatto con la realtà che vi circonda: il profumo della vostra casa, i colori della vostra camera. Potete fare un bel bagno caldo o leggere quel libro che è sul comodino da 3 mesi…

Questo vi renderà più sereni, vi permetterà di riposare meglio ed essere di nuovo pronti e carichi per la giornata di lavoro che vi aspetta!

CONDIVISIONE E NEGOZIAZIONE DEGLI SPAZI CON GLI ATRI MEMBRI DELLA FAMIGLIA

Fare tutto ciò è ancora più difficile se aggiungiamo che non tutti hanno a disposizione lo spazio fisico in casa per fare tutto questo.

Al contrario, nella maggior parte dei casi si è costretti a con-dividere casa con gli altri componenti della famiglia, ognuno con i propri bisogni e le proprie necessità. La condivisione di spazi non è sempre facile, le case non sempre sono grandi e spaziose.

Prendersi cura di sé si può tradurre, quindi, anche nella “negoziazione” con i nostri cari per avere uno spazio di lavoro e/o uno spazio per il nostro relax, in base alle soggettive esigenze del momento, che ovviamente non sempre coincidono con quelle degli altri familiari e/o conviventi e/o coinquilini”.

Queste le preziose considerazioni della Dott.ssa Pinzunti. Come non prendere appunti?!

La verità è che lo tsunami CoronaVirus sta stravolgendo completamente le nostre esistenze e tutta l’economia mondiale, imponendoci una distanza di sicurezza e il cambiamento del nostro rapporto con gli spazi: non condividiamo più una stanza o un open space in ufficio, ma il salone di casa, il balcone o un angolo studio.

Ma voglio sia chiara una cosa al riguardo: quella che stiamo vivendo non è assolutamente la nostra nuova normalità. Stiamo soltanto adottando piani di emergenza di lavoro e scuola da remoto.

In questo momento stanno resistendo solo coloro che si erano attrezzati precedentemente.

Non lo chiamate ‘smart working’, ve ne prego! Quello è un’altra cosa.

Perché se è vero che partiamo dal presupposto ‘lunga vita allo smart working’ per tutti i vantaggi che porta con sé, dobbiamo anche ammettere che bisogna adeguarsi nel modo giusto, seguendo gli insegnamenti di aziende che già da anni utilizzano una modalità realmente ‘smart’.

Se sapremo non aspettare ma attendere, nel senso più stretto della parola, quindi ‘tendere verso’, atteggiamento più attivo di quello che prevede l’aspettare, troveremo di certo la via.

RIASSUMENDO

Ormai penso ti sia chiaro: sono due i primi passi da fare, due le prime competenze da apprendere per andare avanti al meglio, da oggi in poi:

               1.Growth Mindset

…per mantenere viva la consapevolezza che possiamo essere e fare ciò che oggi non siamo e non facciamo…ancora.

                2.Attenzione per se stessi

…per imparare a curare tutti gli aspetti importanti della nostra persona: alimentazione, attività fisica, spiritualità, socialità e sessualità, a cui si aggiungono anche la gestione del tempo, la disintossicazione serale da Internet e la negoziazione degli spazi con gli altri membri della famiglia.

Partiamo da qui, dunque. Iniziamo da noi.

Perché difficilmente potremo trarre soddisfazione dalle altre competenze utili se prima non apprendiamo queste che ci vengono richieste dalla persona più importante per noi: noi stessi, appunto.

Infatti solo in un secondo momento, e per questo voglio parlarne nel prossimo articolo, potremo apprendere cosa ci richiede ‘il mercato’ per andare avanti al meglio da oggi in poi.